| POTERE
INCOSTITUZIONALE
Art.1
"La sovranità appartiene al popolo che la esercita
nelle forme e nei limiti della Costituzione." Questo
leggiamo nel primo articolo della Costituzione Italiana: la
sovranità appartiene al popolo. E' molto importante
che la Costituzione inizi così, perché con quest'articolo
si vuol dare una chiave di interpretazione ben precisa. Questa
chiave di interpretazione è stata mistificata completamente
da un'informazione distorta che ritroviamo non solo nei mass-media,
ma addirittura nei libri di testo scolastici. L'ambiguità
di alcune affermazioni, infatti, ha portato gradualmente il
cittadino a interpretare il nostro sistema politico come fondato
sì sulla sovranità popolare, ma delegata ad
organi istituzionali: il Parlamento ed il Governo. Ad esempio,
un'affermazione tipo "Il governo sale al potere…"
lascia nel cittadino disinformato o male informato, l'idea
che il popolo è sovrano, ma, votando, trasferisce i
suoi poteri: il potere legislativo, il potere esecutivo ed
il potere giudiziario. Ebbene, l'incredibile mistificazione
sta nel fatto che nella nostra Costituzione non si usa la
parola potere. Pochi sanno o ricordano che i poteri dei quali
si parla nei libri di scuola e nei mass-media in realtà
si chiamano funzioni. Funzioni e poteri, sono due parole completamente
diverse, dal significato, dal senso completamente diverso.
La corretta chiave di interpretazione della Costituzione e
del nostro sistema sta proprio nella differenza tra queste
due parole: una costituzionale, funzioni, l'altra incostituzionale,
poteri. Dobbiamo ricordare che l'uso della parola funzioni
non è casuale, ma è stato scelto per dare un
significato ben preciso al testo costituzionale. Appena usciti
dall'era fascista, infatti, si pensò che parlare ancora
di poteri avrebbe potuto creare errori di interpretazione,
inducendo il cittadino e, più in generale, il popolo
a credere di avere sopra di lui ancora un organismo di potere,
sia pur democraticamente eletto. Invece, l'intenzione della
Costituzione era quello di far capire chiaramente che è
il popolo a detenere tutti i poteri. E' per questo che lo
definisce esplicitamente sovrano ed è per questo che
alle istituzioni non affida poteri, bensì funzioni.
La Democrazia Rappresentativa
Se volessimo usare la parola potere e volessimo simboleggiarla
come il vertice di una piramide, leggendo l'art.1 della Costituzione
Italiana, non possiamo che pensare al popolo quale organo
supremo dello Stato. Ed in realtà è così.
Il popolo è sovrano, ed è lui al vertice del
nostro sistema democratico. La parola democrazia (dal greco
) significa, infatti, "governo del popolo".
Su questo presupposto parte e si sviluppa tutto il testo costituzionale.
Eleggere i membri del Parlamento, che a loro volta voteranno
un Governo, equivale a dire che il popolo, in veste di datore
di lavoro, semplicemente sceglie quali candidati assumere
per svolgere precisi incarichi istituzionali. A loro volta,
i candidati eletti accettano l'impegno e le responsabilità
per svolgerli.
Questa sintesi grafica rappresenta il modello di DEMOCRAZIA
RAPPRESENTATIVA disegnato dalla nostra Costituzione. Il votare
dei rappresentanti costituisce, però, solo una delle
forme attraverso cui il popolo esercita la sua sovranità.
Se fosse l'unica, non si potrebbe parlare di vera democrazia,
perché ci troveremmo difronte ad un si-stema che rappresenta
in modo riduttivo la personalità politica del cittadino.
Infatti il sistema basato sui partiti aggrega persone sulla
base di analogie di pensiero. Ad esempio, due persone A e
B che votano lo stesso partito o lo stesso rappresentante,
sono come due insiemi in intersezione tra loro.
B
L'intersezione è quella parte P del loro pensare che
li ha spinti a votare, appunto, lo stesso partito o lo stesso
candidato. Ma A non è solo P, né A è
uguale a B. Se il no-stro sistema non prevedesse la democrazia
diretta, si limiterebbe a considerare, del cittadino, solo
la parte P, quella parte che si identifica con la corrente
di pensiero e azione del partito o del rappresentante votati.
Ecco perché una moderna democrazia come la nostra,
per non livellare le differenze e per dare pienezza alla personalità
politica del cittadino, prevede la possibilità, per
lui, di autorappresentarsi.
La Democrazia Diretta
La Dichiarazione Universale di Diritti Umani dedica un articolo
a chi ha capito che la democrazia si fonda sulla partecipazione
e non è solo delegare ad altri, con un voto, il compito
di pensare, parlare, decidere. "Ogni individuo ha diritto
di partecipare al governo del proprio paese, sia direttamente,
sia attraverso rappresentanti liberamente scelti." (art.21)
Democrazia diretta e Democrazia rappresentativa costituiscono,
infatti, le due facce della stessa medaglia, ed entrambe confermano
al cittadino, e più in generale al popolo, la sua sovranità.
E' importante, però, sapere quali articoli della Costituzione
ci danno diritto a intervenire direttamente sul governo del
nostro paese.
La Democrazia Diretta e la Costituzione
Art. 50
Secondo l'art. 50 "Tutti i cittadini possono rivolgere
petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi
o esporre comuni necessità." Quest'articolo inizia
in modo chiarissimo: "Tutti i cittadini…".
Questo non soltanto garantisce ad ognuno di poter partecipare
direttamente al governo del proprio paese, con delle petizioni,
ma è un appello esplicito affinché tutti sentano
democraticamente il dovere morale, verso se stessi e verso
la collettività, di contribuire con idee e proposte
all'evoluzione economica, politica e sociale del paese. E'
un dovere morale, infatti, dedicare un po' della propria intelligenza
e immaginazione alla società in cui si vive, perché
il far partecipare la propria fantasia potrebbe far nascere
spunti per importanti modifiche che migliorino la società,
la qualità della vita.
Il peso politico del singolo cittadino diventa ancor più
consistente quando la sua idea, sostenuta dalla firma di altri
50.000 cittadini, viene presentata come vera e propria proposta
di legge, come previsto dall'art.71.
Art. 71
L'art.71 della Costituzione riguarda le proposte di legge
di iniziativa popolare: "Il popolo esercita l'iniziativa
delle leggi, mediante la proposta da parte di almeno 50.000
elettori, di un progetto redatto in articoli." Quindi
il popolo ha il diritto di partecipare direttamente al governo
anche suggerendo e sottoscrivendo proposte di legge. Quest'articolo
inizia, però, con una parola sulla quale è bene
riflettere un attimo. Il popolo. Che vuol dire il popolo?
Perdere il senso di questa parola significa renderla astratta,
politicamente inconsistente, perché l'esercizio della
sovranità popolare, nei fatti, dipende dalla coscienza
di far parte del popolo che ognuno ha. Ognuno è il
popolo, perché ognuno ne costituisce un pezzettino.
E tanto più ognuno si farà portavoce personalmente
di istanze, petizioni o proposte, tanto più sarà
esempio di sovranità popolare. Ma è il referendum
popolare la forma di democrazia diretta più esplicita...
Art.75
L'art 75, primo comma, descrive un'altra opportunità
di intervento diretto che ha il cittadino e, più in
generale, il popolo: "E' indetto referendum popolare
per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge
o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedano
500.000 elettori …" Ancora qui compare l'importanza
del singolo cittadino a farsi promotore di iniziative personali,
iniziative necessarie per accellerare il processo evolutivo
della nostra società.
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